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Cuccovillo: «Amet, spese di consulenza quintuplicate»
La sua fonte? L’ispettorato della ragioneria generale dello Stato

 
  mercoledì 11 luglio 2012

Da Amet hanno annunciato querela in risposta alle sue dichiarazioni. Nicola Cuccovillo però non si ferma e punta ancora l’indice sulla situazione dell’azienda. «Invece di rispondere nel merito – dice l’esponente dell’Italia dei valori – il presidente De Toma ha risposto che il sottoscritto dichiara fatti di fantasia. Poiché abbiamo dimostrato nel concreto, in vari anni, di aver apportato qualità e contributi regionali all’azienda e considerato che teniamo ancora la schiena diritta, evidenziamo i fatti in quanto si è voluto sottovalutare che la mia semplice critica era generosa rispetto alla congrua documentazione in possesso ovverosia la relazione sulla verifica amministrativa contabile eseguita presso l’Amet da parte dell’ispettorato generale di Finanza del dipartimento della ragioneria generale dello Stato».

Ed è da questa relazione (molto corposa) che Cuccovillo trae spunto per alcune puntualizzazioni e specifiche. «E’ vero o no – scrive - che a riguardo delle consulenze la società non risulta essere in linea con la legge 122/2010 e che le consulenze nel 2011 sono state nettamente superiori al limite introdotto da questa legge? Per le consulenze legali si è passati da 13.205 euro a 66.072 euro (spesa più che quintuplicata). Le consulenze contabili e fiscali sono passate da 27.393,90 euro a 51.185 euro (molto più del doppio). Per la gestione dei servizi informativi l’aumento è stato ancor più marcato: da 9.378 euro a 33.056 euro. L’ispettore ha avuto modo di rilevare che, in quasi tutti i casi, nonostante il regolamento, gli incarichi sono stati affidati senza una qualche forma di pubblicità come ad esempio la pubblicazione sul sito della società o sui quotidiani aggiungendo che in qualche caso l’incarico è stato affidato senza la stipula di un contratto. Tutto questo ha portato dal 2006 al 2011 ad una spesa totale per consulenze ed incarichi vari ammontante a circa 1 milione di euro nonostante per le consulenze legali all’interno, tra i dipendenti, ci fosse un avvocato».

Capitolo indebitamento. Cuccovillo cita ancora alcuni passaggi della relazione dell’ispettorato: «E’ vero o no che l’esposizione dell’Amet al netto del valore delle obbligazioni è pari a 2 milioni di euro e, ancorché il finanziamento della banca non risulti ancora scaduto, è presumibile che l’Amet non riesca a far fronte a queste obbligazioni. Secondo l’ispettorato questa affermazione è rafforzata anche dai risultati negativi della breve analisi finanziaria di bilancio».

«Nel mio precedente comunicato – prosegue Cuccovillo - esponevo sommessamente qualche interrogativo sui ricavi e per questo sono stato accusato di voler delegittimare qualcuno. Ebbene, l’ispezione rileva che a riguardo delle poste di bilancio e più precisamente dell’attivo circolante figurano crediti che ancorché iscritti nei bilanci 2010 come crediti riscuotibili entro l’esercizio successivo, di fatto non sono stati introitati nel 2011 e della cui riscuotibilità in toto l’ispettorato nutre notevoli dubbi. E se ciò non bastasse, sempre a riguardo della situazione finanziaria emerge che, in merito alla capacità aziendale di far fronte con regolarità al fabbisogno aziendale (come ad esempio il rapporto tra attivo e passivo corrente), si ritiene accettabile un valore almeno pari a 2 e nel caso dell’Amet l’indice è di 1,2. Siamo lontani dalla meta e il presidente De Toma si permette di minacciare».

«Ci sarebbe tanto da parlare – conclude Cuccovillo - sulle assunzioni, sui ricavi, sulle partecipate, sui compensi a titolo di maggiore impegno ma ci sarà tempo. Poiché siamo persone corrette evidenziamo anche che la relazione parla di positività a riguardo della fornitura di beni e servizi a cui finalmente si è provveduto ad indire una serie di gare ad evidenza pubblica. Lasciamo, per ora, la consistente relazione dell’ispettorato generale e chiediamo a colui che non ha voluto rispondere nel merito: non è forse vero che senza l’appostazione straordinaria, che non appartiene alla sua gestione in quanto maturata ante 2007, il risultato di perdita sarebbe stato ancora più rotondo e prossimo al milione di euro? Vogliamo parlare dei beni in ammortamento che non sono più utilizzati dall’azienda e che incidono sul bilancio? E infine c’è confusione da parte mia o di chi sul suo compenso dichiara di percepire 1800 euro mensili quando sul sito del Comune si parla di una cifra pari a circa 35.000 euro lordi? La parola e le conseguenze passano a questo punto non solo al presidente De Toma ma anche alle forze politiche della maggioranza di centrodestra che l’hanno nominato, all’opposizione, ma ancor più al sindaco che deve decidere cosa vuol fare dell’Amet. In suo soccorso c’è anche la legge 102/2009 che segnala come, per la riduzione del costo delle società controllate, può essere disposta la revoca anticipata degli organi amministrativi».

redazione traniweb Ultima revisione 10/07/2012 18:38:00

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