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Non soltanto le maniche, rimobocchiamoci anche il pensiero ed il cervello. Siamo noi cittadini a dover costruire i giorni e le notti del mondo, prendendo atto, senza lamentarci, dei sacrifici che tutto questo ci pone davanti e non accusando sempre altro al di fuori di noi stessi e della nostra comunità. Chi oggi amministra la città, si è posto alla sua guida, dia l'esempio. Illumini la città, sia luce per gli altri. Non soltanto metaforicamente.
Sto pensando alla corretta illuminazione della città ed al giardino delle stelle, anzi ai parchi delle stelle. Illuminare in maniera intelligente per ridurre l'inquinamento luminoso. Quindi largo alle lampade a elevata efficienza e con il minore impatto ambientale possibile.Non occorre illuminare tutto, ma solo ciò che è necessario e per il tempo che serve. Anche i monumenti. Illuminare dall'alto verso il basso. E se questo non fosse possibile, i fasci di luce devono essere orientati in modo tale da non nuoerare in altezza i monumenti. Bocciate, quindi, le lampade ad uovo, che disperdono la luce verso l'alto. Assolutamente no ai fasci rotanti che sparano luce in cielo.
Nuovi amministratori tranesi, fateci godere il meraviglioso spettacolo del firmamento, soprattutto d'estate. Già, proteggere la bellezza del cielo del nostro centro storico, dalla Cattedrale a Colonna, contro la crescente luminosità artificiale del cielo notturno e che le stelle ed altri fenomeni celesti possono essere osservati anche ad occhio nudo. Questa proposta merita approfondimento perchè la buona politica è quella che è capace di costruire e il dare la fiducia richiede coraggio. Il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, di scegliere se essere protagonisti o vittime di un sistema. Una politica che nasce dal sentimento di appartenenza condividendo idee insieme alla collettività.
Per la nostra anima, riscopriamo le cliniche dello spirito. I santuari della nostra città, i monostseri dove - anche d'estate - andare per farsi del bene, per ritrovarsi, per ricrearsi, per riscoprirsi, per relazionarsi, per riappropriarsi della capacità di discernimento, anche comunitario.Oggi lo smarrimento nasce dalla confusione. Si stanno mischiando troppi concetti, troppe idee, creando anche tra i noi complicazioni che portano conflittualità. Per uscire dalla crisi è necessario reimparare ad amare se stessi, la famiglia, la città. Per questo illumiamo al meglio noi stessi. Per la nostra città, illumioniamola con buone proposte da condividere.
Mauro Spallucci
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