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Dopo aver proposto gli Stati generali della cultura cittadina, la Primavera economica tranese e l’adesione al manifesto dello sport educativo, questa settimana propongo di costituire un'alleanza cattolica tranese per il rilancio della nostra città. Una sorta di associazione, un movimento di persone impegnate al servizio della città, in varie iniziative. Tra queste, la diffusione dei valori cristiani attraverso la stampa locale con articoli inerenti la dottrina sociale della chiesa.
Innanzitutto suggerisco la creazione di un appuntamento fisso (anche mensile) diretto dai responsabili del gruppo magari utilizzo la stuttura fissa dell’auditorium di San Luigi: organizzazione di convegni, seminari, conferenze, riunioni e corsi formativi anche per gruppi, ovunque vi siano persone disposte ad ascoltare, su temi di carattere generale , su tesi della cultura politica, su fatti storici o di cronaca, letti e giudicati alla luce della perenne morale sociale. Questa può essere una prima risposta del mondo cattolico cittadino alla crisi economica che si sente sul nostro territorio per essere accanto alle famiglie deboli e sostenerle, aiutarle. Ad iniziare dai nostri, figli, dai nostri amici, per i cosiddetti nuovi poveri.
La crisi ha ricadute sociali notevoli, sta facendo ampliare la fascia dei deboli. E’ un altro indice di crisi, che coinvolge non solo i disoccupati, ma anche gli occupati, i divorziati o single con gravi problemi familiari. Sicuramente la Caritas (e le caritas parrocchiali) non possono farcela a sostituire nella quasi totalità le Istituzioni che sono praticamente assenti. Per non parlare dei migranti, degli immigrati. Per loro il gruppo può subito attivarsi e predisporre un vademecum multilingue con indicazioni e consigli pratici per l’orientamento.
Per dare voce alla speranza bisogna partire dagli stili di vita, abolire il superfluo e tornare all’essenzialità. A noi credenti non si addice la rinuncia alla speranza, non fa parte del nostro vocabolario, non fa parte della nostra fede il pessimismo disfattista. Morire, abbattersi, disperarsi, essere indifferenti, non fa parte del nostro essere, perchè vivere dopo la morte è la grande promessa che viene sempre mantenuta. E’ verità che investe l’agire, l’azione quotidiana di ciascuno. Anche quando avanza il tempo del fallimento, del tradimento, della crisi, delle aziende che chiudono, del denaro che non c’è.
Per cui, cosà si può fare? Ci si può rimboccare le maniche. Per esempio si può creare a marzo un mese intero di buone notizie e di buone azioni. Una gara vera verso la costruzione del bene. Per esempio, i mille candidati che a Trani si presenteranno per servire un domani gli altri, potrebbero iniziare a fare delle buone azioni nel loro quartiere, al servizio della propria strada, della scuola o della parrocchia alla quale si appartiene. Ovviamente, chi ha più talenti (e disponibilità) deve di conseguenza dare di più.
Una delle chiavi per uscire dalla crisi è aumentare le relazioni, cioè aprirsi agli altri con le parole ed i fatti, mai per ambizione, ed arrivare a gestire il potere per servire la comunità, per fare il possibile (perché nessuno è chiamato all’impossibile). Questo è ciò che possiamo fare, questo è ciò che dobbiamo fare insieme. E soprattutto mi auguro che non si osi strumentalizzare il tutto, perchè un sano impegno illuminato da grandi e universali valori come sono quelli propri del cristianesimo può fare molto bene alla città ed ai propri cittadini per cercare di costruire insieme qualcosa di buono, anzi un pezzetto di mondo migliore. Il nostro.
Mauro Spallucci
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