Chi è Mario ZingarelliIn una notte fredda e tempestosa, a cavallo tra il 1953 e il 1954, nasceva a Trani Salvatore Zingarelli detto Mario (in seguito lo chiameremo solo Mario), il piccolino, figlio di un carabiniere e di una casalinga, riceveva una sana educazione “cattolico – monarchica”, (il papà aveva giurato fedeltà al re!!!).
Il piccolo Mario cresceva studiando e giocando. La prima palestra di vita fu la parrocchia della Madonna del Pozzo, dove si distinse come chierichetto al servizio del pantagruelico Don Vincenzo (burbero e paterno canonico) e, in seguito, Don Antonio ( buon amico). A 14 anni Mario inizia a studiare per diventare geometra, in quegli anni legge “Lettera ad una professoressa” libro scritto da Don Lorenzo Milani (un prete comunista!!!!!!) dopo questa lettura comincia a porsi alcuni interrogativi.... Intanto si avvicina il 1968, Mario viaggia un po’, fa nuove esperienze, e entra in “Lotta Continua”. Il giovane Mario, col suo “eskimo” vuole cambiare il mondo; occupazioni, movimenti studenteschi, un po’ di botte con i fasci solite esperienze extraparlamentari; a questo punto, Mario, parte per Firenze dove va a studiare architettura e, nello stesso tempo, assolve al servizio di leva, il “Bersagliere” Mario si rende conto che ai compagni comunisti l’esercito prestava cure e attenzioni. Mario si iscrive al P.C.I., continua a studiare e, nel 1981, si laurea e ritorna definitivamente a Trani.
In quegli anni il P.C.I. di Trani aveva un grande segretario politico, Salvatore Gagliardi; Mario, (non sempre d’accordo sulle linee politiche del partito ma, sempre, con grande rispetto reciproco) comincia a muovere i primi passi come dirigente del P.C.I. (allora, pensate, alcuni dirigenti attaccavano anche i manifesti); In quegli anni, c’era la “FESTA de l’UNITA’” dove partecipavano molti più compagni e molto meno commercianti..., dove Mario, insieme ai compagni Pinuccio, Gino, Alessio, Stefano e tanti altri montavano la festa, facevano le pizze, i dibattiti, servizio d’ordine, le sottoscrizioni e smontavano la festa.
Molti quadri politici si sono formati in quegli anni; quella fucina a sfornato consiglieri comunali, presidenti di partito, dirigenti politici (peccato che sono in Alleanza Nazionale, in Forza Italia ecc. ecc.) sempre in quegli anni, però, non si vedevano attuali candidati sindaci...!!!!!
Torniamo a Mario, il nostro architetto, nel 1988 si sposa. Intanto nel 1991 il P.C.I si trasforma in P.D.S. e nasce Rifondazione Comunista; Mario continua a militare nel P.D.S. e continua a fare feste de l’UNITA’, nel 1998 nasce il D.S. (finalmente dalla dieta dei militanti sono eliminati definitivamente i bambini) ma a Mario questa ulteriore trasformazione non è molto gradita sia a livello nazionale che locale! Nonostante tutto il nostro Mario diventa Consigliere Comunale. In quel periodo Mario matura la decisione di lasciare il D.S. quando si rende conto che, oramai, non c’erano più le condizioni per un costruttivo dialogo politico.
L’architetto confluisce in Rifondazione Comunista, con una breve parentesi nel Comunisti Italiani, il nostro Mario riapprova a Rifondazione Comunista (effettivamente, non è un buon esempio di coerenza politica!!! “Ma, disse quello, nessuno è perfetto). Veniamo ai giorni nostri, Mario, pochi giorni fa, è diventato nonno. Quindi nonno Mario si propone come Consigliere Comunale nella lista di Rifondazione Comunista che sostiene Michele Di Gregorio Sindaco.
Incarichi amministrativi e politici
Componente CdA - Opere Pie, Componete Comitato del Porto, Componente CdA - A.M.I.U. Trani e Consigliere Comunale.
Cosa si propone il candidato
Fare politica cercando di capire realmente le necessità della collettività. Cercare di contenere lo strapotere di chi è abituato a utilizzare la politica solo per il proprio tornaconto. Far capire alla gente che fare il proprio dovere nel settore dove si opera, deve essere una normalità non un’eccezione; fare opere pubbliche, sistemare il verde cittadino, manutendere le strade, organizzare la sicurezza nei quartieri, non sono cose eccezionali, ma solo dovere di che amministra la collettività. Evitare di creare aspettative se non si è in grado di onorarle.
Cercare di rendere la nostra città più vivibile rispettando le necessità delle donne, dei bambini, della terza età e dei diversamente abili, per esempio lasciate libere le rampe di accesso lungo i percorsi pedonali. Far capire a tutti che andare di più a piedi o in bicicletta e il primo passo per una nuova coscienza politica ecologica. Un maggior rispetto per gli animali, non considerandoli cose ma esseri viventi. Far si che la Pubblica Amministrazione sia concreta forza trainante per la creazione di strumenti attuativi per facilitare le attività produttive, che vuol dire, nuove opportunità di lavoro per imprenditori e lavoratori. Ed infine, chi è diverso da noi non, necessariamente, è peggiore di noi.

